Wonder Wall 2018: La maratona di disegno di Zandegù per Fondazione Paideia

Wonder Wall 2018: La maratona di disegno di Zandegù per Fondazione Paideia
Il vero titolo di questo articolo sarebbe dovuto essere: “Come un gruppo di illustratori, editori, esperti di marketing e influencer possono portare freschezza nel mondo della raccolta fondi”. Ma la SEO è brutta e antipatica e mi diceva che quel titolo proprio non le andava giù…

Mi è piaciuta così tanto la loro idea di creare un contesto di aspettativa e magia intorno ad un evento di raccolta fondi che non ho potuto non contattare (devo ammettere piuttosto goffamente) Marianna di Zandegù per farle qualche domanda.

Di seguito trovi le mie considerazioni e qualche virgolettato di Marianna che ha concimato bene il mio entusiasmo con la sua spontaneità e freschezza e anche con un po’ di sana ansia da prestazione di chi sente la responsabilità di un grande successo sulle spalle e desidera migliorarsi.

Cos’è questa Wonder Wall?

È una maratona di disegno molto speciale che Zandegù editore organizza per il secondo anno nei locali della sua scuola sabato 22 dicembre 2018. Durante il pomeriggio (12-17), grandi nomi del panorama contemporaneo dell’illustrazione decoreranno i muri della sala Raimondo della Zandecasa (Via Exilles 18 bis a Torino). Le pareti, in realtà, saranno opportunamente ricoperte di carta donata dallo sponsor Favini e quindi le opere che ne verranno ricavate saranno battute all’asta dalle 18.30 alle 22.00. Tutto il ricavato sarà donato a Fondazione Paideia. Trovi tutti i dettagli qui.

Nella Zandecasa a donare le loro splendide illustrazioni ci saranno Ilaria Urbinati, Davide Bonazzi, Fernando Cobelo e Nicolò Canova.

Come è nata questa idea così particolare?

È nata lo scorso anno con l’idea di ampliare il panorama di corsi di illustrazioni della casa editrice indipendente torinese. Tutto è partito da un video in cui un artista inglese decorava i muri di un intero negozio, disegnando direttamente sulle pareti. La gang degli Zandezii ha subito messo in moto le sue rotelle creative, scegliendo di accompagnare l’evento artistico ad una raccolta fondi per la Fondazione Paideia.   

Ha visto la luce un evento dal sapore assolutamente innovativo e fresco per il mondo del non profit, talvolta un po’ fossilizzato sulle dinamiche del “si è sempre fatto così” o del “queste cose per noi non funzionano”. Ed è proprio quello che ha attirato la mia attenzione.

Il lato innovativo: la comunicazione tramite Instagram

Dal punto di vista della promozione è un evento del tutto singolare. Il canale principe per la promozione è stato Instagram, un mezzo decisamente inusuale per la tradizione del non profit che timidamente (e spesso goffamente) si affaccia sul mondo della comunicazione digitale. Nella promozione sono stati coinvolti gli illustratori stessi, gli Zandezii, alcuni “Instagrammer” influenti nel mondo torinese del social rosa (per citarne alcuni Zuccaviolina, La tata maschio, Gynepraio e molti altri a cui non vuol essere fatto il torto della mancata citazione, ma sono davvero tanti: andate a cercarli nelle Stories di @zandegu_).

Il tema è scelto per la comunicazione è stato quello della “maratona sportiva”, tutti i promotori coinvolti hanno pubblicato negli scorsi mesi foto e storie di loro intenti ad allenarsi aspettando l’evento.

Ecco un esempio di post dell’illustratore Davide Bonazzi:

Perchè a me è piaciuta così tanto questa iniziativa?

Trovo che eventi di questo tipo siano importantissimi per avvicinare al mondo del non profit un pubblico che normalmente non è così vicino a queste realtà: quello dei giovani adulti e dei giovanissimi.

Scegliere di comunicare tramite Instagram con un tono di voce giocoso e leggero è ciò che fa bene al non profit che troppo spesso abbiamo visto in passato fossilizzato su dinamiche di “pornografia del dolore” o di beneficenza alla vecchia maniera.

Lavori di questo tipo dimostrano che certi temi possono essere trattati con leggerezza e che coinvolgere pubblici nuovi può far molto bene al non profit come alla cittadinanza che viene sensibilizzata su temi che magari le sarebbero sconosciuti.

I risultati dello scorso anno

Marianna si dice

molto soddisfatta a tanti livelli: mi ritengo molto fortunata a poter fare qualcosa per chi ha bisogno. Inoltre è stato un bellissimo lavoro di squadra con i nostri docenti ed è stato bello aprire le porte di casa per far venire gente nuova.

Il non profit ancora una volta tira fuori il bello che c’è nelle persone, gli Zandezii, gli illustratori, i promotori, il catering, l’accompagnamento musicale è stato tutto fornito gratuitamente per la massima riuscita dell’evento.

Nell’edizione 2017 sono stati raccolti oltre 1700€, un ottimo risultato per un evento circoscritto in un’unica giornata di lavoro.

Le aspettative per quest’anno?

La Zandezia Marianna si dichiara entusiasta in attesa che tutto si realizzi, ma un po’ preoccupata per l’asta (diciamo che a me lo ha detto in modo decisamente più colorito, ma visto che siamo entrambe signorine raffinate non metterò il virgolettato 💩😜). Lo scorso anno probabilmente era stata “posseduta dallo spirito del battitore d’asta” e nella totale ingenuità aveva vinto il suo terrore a parlare in pubblico, quest’anno è ben consapevole della faticaccia di gestire un’asta ma io l’ho sentita carica e sono certa che non deluderà le aspettative.

 

Ora non ci resta che andare a sbirciare dal vivo la faccenda (io ci sarò di sicuro), tutti i dettagli sono disponibili qui.

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