Una Professional Organizer ha cambiato il mio modo di vedere la gestione del tempo

Una Professional Organizer ha cambiato il mio modo di vedere la gestione del tempo

Qualche mese fa ho avuto un momento in cui mi sembrava che impegni professionali, famigliari e personali si accavallassero in una massa informe e mi soffocassero con il peso di un macigno.

Il culmine l’ho toccato quando sono rientrata a casa dopo una giornata di lavoro intenso, con ancora una montagna di task da svolgere senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. Ho chiesto al mio compagno di aiutarmi a buttare giù un piano per capire cosa sarei riuscita a svolgere quella sera e cosa invece rimandare al giorno successivo. Ero nella confusione più totale e non riuscivo a venirne a capo, senza considerare che spesso alla sera mi trovavo stremata, con la sensazione di aver corso tutto il tempo senza esser riuscita a venire a capo di tutto quello che mi ero ripromessa di fare.

Quindi ho preso il pc e ho scritto “Un grido d’aiuto…serve organizzazione” alle Organizzatessen (letteralmente era proprio questo l’oggetto della mia mail). La mia mail si concludeva così:

Tutta questa faccenda mi dà parecchia frustrazione perché ho sempre pensato di essere una persona organizzata, ma evidentemente con l’aumentare delle responsabilità famigliari e professionali c’è qualcosa che mi sfugge… Fondamentalmente ho bisogno di metodo perché da sola mi rendo conto di non essere più in grado di darmi le risposte giuste.”

Ho quindi iniziato un percorso con Paola Tursi che mi ha aiutata a riportare il focus su quello che è davvero importante per me, tutto il resto è venuto da solo in modo naturale nel corso dei mesi della nostra consulenza.

La chiave di questo percorso è stato qualcosa di molto diverso da quello che mi aspettavo all’inizio. E’ stato molto meglio di quanto mi aspettassi: un percorso basato sulla consapevolezza e sulla mia visione di vita. Perché come dicevo qui: quando fai quello che ti piace, il tempo non è un fattore di criticità.

 

L’ho intervistata per farti raccontare direttamente da lei i dettagli della sua professione che è nuovissima: è stata portata in Italia da APOI nel 2013.

Che professione è quella della Professional Organizer?

Siamo in una fase storica caratterizzata dal cambiamento di velocità della vita: ci troviamo a destreggiarci in una quotidianità fatta di un numero sempre più alto di impegni, oggetti, app. Ci sembra di avere sempre meno tempo, spazio e denaro. Il Professional Organizer aiuta ad ottimizzare le risorse per aiutare a ritrovare un buon equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale. I suoi clienti possono essere liberi professionisti, dipendenti o intere aziende. In Italia ci sono circa 100 P.O. che sono un po’ dei pionieri, sono riuniti nell’associazione APOI che contribuisce anche alla loro formazione continua.

Come sei diventata Professional Organizer?

Ho scoperto per caso questa professione dal giornale e ho pensato “mi parla in profondità”, un po’ per i miei lavori precedenti e un po’ per la mia indole di natura.

Ho seguito un corso di formazione di Organizzare Italia, tenuto da Sabrina Toscani (fondatrice e presidentessa di APOI). Abbiamo affrontato tutti gli aspetti di questa professione: dalle tecniche organizzative all’approccio con il cliente. Quest’ultimo è, infatti, un aspetto molto delicato perché entriamo a fondo nell’intimità dei nostri clienti ed è importante sapersi relazionare nel modo giusto.

Cosa pensi di Marie Kondo?

Le dobbiamo sicuramente riconoscere il merito di aver sdoganato la nostra professione nel bene e nel male.

In che senso nel male?

Nel senso che Marie Kondo parla di un metodo universale che per noi non è pensabile: per noi è fondamentale ascoltare le esigenze specifiche del cliente, declinando la consulenza in base alla sua vita e alla sua indole. Immagina se avessi proposto una consulenza identica alla tua ad un uomo di 66 anni che vive da solo e ha un lavoro da dipendente… Noi puntiamo ad affiancarti nel tuo percorso per approfondire le tue esigenze specifiche, lasciando che le cose si evolvano lungo il percorso.

Certo, chiaro. In effetti una delle cose che ho apprezzato di più nel nostro percorso di consulenza è proprio il fatto che tutto fosse su misura su di me. Mi è piaciuto come le cose si siano evolute da un incontro all’altro e che addirittura quello che avevo inizialmente individuato come uno dei problemi chiave, in realtà si sia risolto da solo mettendo a punto aspetti a cui nemmeno avevo pensato…

Esatto! A volte si percepisce qualcosa come un problema, ma poi quella manifestazione è solo una conseguenza di qualcos’altro.  Il percorso di consulenza si articola man mano, riavvolgendo il gomitolo per uscire dalla confusione. Molti aspetti sono tra loro collegati e si riesce a raggiungere un’apertura su punti che all’inizio sembravano impensabili.

Anche nei percorsi aziendali aiutiamo tutti i partecipanti a trovare il loro sistema organizzativo personale e anche i sistemi organizzativi condivisi per tutto il gruppo. Quindi si agisce su più livelli.

Qual è il profilo del vostro cliente tipico? Molte amiche erano stupite quando gli ho raccontato del nostro percorso perchè in generale sono considerata una persona organizzata ed erano stranite che io mi facessi seguire da te

Fino ad oggi nessuno pensava di aver bisogno di qualcuno per organizzarsi, ma dobbiamo considerare che non è una dote innata in tutti. Il lavoro con una P.O. può dare una guida per fare un passo in più, proprio come è stato per te. Per molte persone invece è forte la paura di sentirsi in difetto, di avere qualcosa che non va. Farsi seguire da un P.O. è essenzialmente uno strumento per stare meglio, per vivere giornate più chiare e più soddisfacenti. Un P.O. è un sostegno nel percorso ed è sempre dalla tua parte.

L’obiettivo finale del percorso è poi quello di farti camminare in autonomia, perché avrai trovato il sistema che funziona meglio per te o per la situazione che stai vivendo in quel momento.

Qualche aneddoto simpatico?

Ma in realtà non è che ci si scassi di risate in questo lavoro, siamo seri eh? 😉

Però ricordo sempre con piacere una delle mie primissime clienti che mi aveva salvato sulla rubrica come “Paola Fatina” per averla aiutata a tenere la casa ordinata, nonostante fosse considerata un caso perso dalla famiglia.

In realtà lei non si rendeva conto che io le ho mostrato la strada standole accanto, ma il grosso del lavoro l’ha fatto lei.

Prima di chiudere mi racconti come nasce il progetto Organizzatessen?

Nasce quasi per gioco. Ho frequentato il corso di formazione con Anna, mentre con Ale e Greta ci siamo conosciute in momenti diversi della nostra formazione.

Abbiamo iniziato creando un laboratorio sulla gestione del denaro. Poi dallo scambio iniziale abbiamo deciso di diventare una realtà consolidata, unita da un cappello comune.

Questo ci permette di mettere in gioco le nostre diverse competenze in modo complementare e di disegnare percorsi adatti alle esigenze di professionisti, dipendenti e intere aziende.

 

PS: per sapere di più sul metodo di Paola e delle Organizzatessen, puoi leggere la recensione che ho scritto del loro libro. Oppure puoi visitare il loro sito!

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