Essere te stesso su Instagram è la chiave del successo – Intervista a Dixyna

Essere te stesso su Instagram è la chiave del successo - Intervista a Dixyna

Dixy (al secolo Ilaria) è una ragazza dolcissima e piena di energia, impossibile non rimanere travolti dal suo entusiasmo. Identificarla con la sua professione di MUA (Make Up Artist per chi non è drogato di cosmetici come me) sarebbe ingiusto e riduttivo perché lei è molto di più (dai un’occhiata alla bio in calce all’intervista!).

Ci siamo conosciute lavorando insieme ad un progetto e da allora io non posso fare a meno di seguire con costanza le sue Stories su Ig, il grande valore aggiunto della sua comunicazione.

La trovi su IG come @dixyna.official (personale) e come @dixynabioprofumeria (professionale).

L’evoluzione delle sue Stories è stata molto interessante, è partita da una semplice presentazione dei prodotti del suo negozio (che poi chiamarlo così è una riduzione imbarazzante, perché il suo è un vero e proprio salotto delle meraviglie e non un banale negozio).

Oggi punta moltissimo nel creare un legame con il proprio pubblico mostrando che sì, oltre alla MUA c’è di più e secondo me ci riesce davvero benissimo!

Quando hai deciso di aprire un account Ig per la tua attività e perchè?

Nell’esatto momento in cui ho deciso di aprire un’attività di negozio su strada, ho aperto il profilo IG dedicato.

Ho aggiornato i miei followers, fin dal principio, su tutti i passi, i progressi e gli imprevisti che ho affrontato per aprire l’attività. Ho caricato foto del negozio vuoto, con i mobili ancora da montare… quando sono arrivati gli scatoloni dei prodotti, perché volevo condividere con i miei amici questa esperienza e suscitare loro curiosità, li avrei attesi tutti all’inaugurazione.

Ho dato subito molta importanza ai social, perché ho visto, il potere d’influenza che hanno oggi sugli interessi delle persone. Ho copiato spudoratamente dai migliori che, grazie ad un profilo IG ben curato, hanno ottenuto successo nella loro attività.

Come si è evoluta la tua presenza sul social da quando hai aperto il profilo ad oggi?

All’inizio la mia presenza era molto più “alla buona” e mi seguivano solo i miei amici e conoscenti.

Oggi mi seguono anche estranei che sono capitati nel mio profilo cercando tra gli hashtag di loro interesse, ho avuto un aumento di quasi 1200 followers senza fare nulla, solo essere me stessa e caricando ogni giorno contenuti.

Secondo te quale influsso ha avuto sulla tua professione la tua presenza online?

Sia la mia attività su strada che quella freelance proseguono da 1 e 5 anni solo grazie alla mia quotidiana presenza online. Accolgo clienti in studio, che mi dicono di avermi trovata sui social. Ricevo richieste di preventivi tramite la messaggistica di IG.

Mi piace moltissimo la capacità che hai di rendere armonica la relazione tra il profilo professionale e quello personale, ce ne vuoi parlare?

Mi fa piacere che questo mio esperimento tu lo definisca armonico. In realtà appunto, è stata un’idea che ho avuto, a cui ho pensato molto prima di realizzarla e l’ho fatto pensando “PROVIAMO A VEDERE CHE SUCCEDE SE…”. Volevo separare lavoro dalla vita privata, innanzitutto, perché lo reputo molto professionale, ma al contempo volevo vendere la mia persona e far affezionare potenziali clienti a me e non solo a prodotti o aziende varie. Quest’idea si è rivelata molto utile anche per una miglior gestione del lavoro. Funziona e permette anche alla mia clientela di capire che io sono una professionista con uno studio/negozio e non il contrario.

Un giorno che sono in trasferta per un importante lavoro, in studio magari c’è una delle mie collaboratrici e l’attività come i profili social ad essa legate, devono andare avanti anche senza di me.

Credo che la grande forza del tuo account Ig siano le “Stories” ci racconti qualche retroscena di come le pensi e realizzi?

Le stories sono state quella novità che all’inizio non mi piaceva e adesso, pubblico solo quelle.

Molto lungo raccontarti i retroscena visto che, non lo diresti mai, in realtà mi vergogno molto e mi impappino sempre. Non sono mai stata brava a parlare in video, infatti, inizialmente pubblicavo solo foto e boomerang. Poi mi hanno fatto una critica: “Sei una MAKEUP ARTIST MUTA, come fanno le persone a capire che sei simpatica se non parli mai?” Perciò mi sono sforzata di caricare video dove dicevo qualcosa. Mi studiavo degli argomenti ad esempio aggiornare i followers dei miei spostamenti ed i miei progetti.

Poi è arrivata un’altra critica “Si vede che sei finta, è più bello quando fai “buona la prima”, sei più simpatica! “Allora il “buona la prima” è diventato uno dei miei MOTTI, e cerco di fare solo video così, a volte senza nemmeno filtri, in modo da essere più genuina. Ho notato un grande cambiamento, mi diverto un sacco di più anche io, così.

Però ho dovuto fare delle stories la mia abitudine, per essere sempre più sciolta in video… e adesso molti dei miei amici, mi odiano. “Dixy, basta con ste storieeee

Raccontaci qualcosa di bello che è successo proprio grazie ai social

Grazie ai social, mi sono successe solo cose positive. Ho conosciuto tantissime persone, alcune delle quali ora sono care amiche e ad altre sono diventate contatti importanti di lavoro. Come già detto se la mia attività su strada è aperta da un 1 anno e mezzo è principalmente grazie al mio lavoro sui social. Sono cresciuta molto come persona e come professionista e mi sono capitate un sacco di opportunità… vedi anche questa intervista!!!

Ma soprattutto svelaci il perché del tuo ormai immancabile “Ciao Mele”!

Rido! Ciao belli ormai è superato, Ciao Raga, lo dicono tutti, Ciao Bellezze è troppo specifico, “Hi GUYS” lo usa già la Ferragni…

Serviva qualcosa di mio, qualcosa senza genere (perché mi seguono anche tanti maschietti) e soprattutto qualcosa che facesse sorridere!

In realtà è un modo di salutare che io ho sempre avuto nella vita ed ho poi spontaneamente iniziato ad usare anche all’inizio delle mie storie.

 

Chi è Dixy?

Tutto ha avuto inizio con il mio amore infinito per la danza, la musica ed il teatro.

Fin da piccola ho frequentato corsi e lezioni, fino ad arrivare alla maggiore età dove la danza ed il teatro sono diventati il mio unico lavoro.

Non solo ballavo in compagnie, ma insegnavo e mi occupavo di organizzare spettacoli e rassegne.

Nel volermi avvicinare anche ad altri lavori, considerando la mia voglia di stare a contatto con il pubblico, ho intrapreso, poi in parallelo, la carriera lavorativa di beauty consultant per famose case cosmetiche.

Altri interessi artistici, in particolare come il cinema ed il disegno, facevano da cornice ad una ragazza in cerca della sua strada, definitiva.

Non sono mai riuscita a rispondere alla domanda… ma tu cosa vuoi fare da grande?

Sapevo però che l’arte non l’avrei mai voluta abbandonare, anzi avrei voluto circondarmene, ancora di più.

Nella faticosa ricerca di costruirmi un futuro, ho deciso, supportata dalla mia famiglia, di intraprendere un percorso formativo post diploma che unisse la mia passione per il teatro, cinema ed arte all’interesse per il lavoro di beauty consultant.

Un’accademia di makeup per diventare makeup artist.

Ho deciso di frequentare l’accademia AIEM a Torino, per l’insegnante, Mita Calemma, di cui mi aveva colpito la sua presentazione, molto affine al mio percorso ancora in evoluzione, ex ballerina attualmente truccatrice al Teatro Regio di Torino.

L’istinto non sbaglia mai. Ho trovato in Mita, l’insegnante perfetta, talentuosa, severa ma giusta, umile e contenta per i risultati dei suoi allievi.

Appassionata di arte e non di estetica, ho adorato la sua frase ripetitiva, quando guardava i nostri lavori “deve vedersi la mano dell’artista”, che si trattasse di un trucco beauty sposa o di un face painting.

Al termine del corso in accademia durato un anno, ho cercato di lavorare in tutti i settori per cui avevo studiato. Senza precludermi nulla, e mantenendo ovviamente, il lavoro di insegnante di danza.

Ho trovato molte più possibilità come MUA nel settore retail, giornante di trucco, eventi e corsi per case cosmetiche.

Fino ad ottenere un contratto fisso come vice store manager in un punto vendita di un noto marchio di makeup.

Ma il mio spirito freelance, è riemerso dopo 2 anni di “reclusione” all’interno di un negozio, dove per quanto io abbia imparato tanto e sia cresciuta professionalmente e caratterialmente, non potevo dare spazio al mio lato creativo. In sostanza non ero più una MUA ma una semplice addetta vendita che si occupava anche di gestire il punto vendita.

Dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, di riscattarmi e di fare il mio lavoro full time, è nata la voglia di aprire un mio negozio / studio dedicato al makeup.

Per scelta personale ho deciso di promuovere e trattare nel mio negozio solo prodotti naturali, bio, vegani e non testati sugli animali.

Il primo aprile 2017 nasce Dixyna art of makeup, bioprofumeria. Un piccolo angolo, uno studio, un negozio interamente dedicato al makeup in tutte le sue forme, dal beauty correttivo, al trucco sposa e cerimonia, passando dal bodypainting arrivando fino agli effetti speciali.

 

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