Donne nella scienza: ne parliamo con Tullia Penna

Donne nella scienza: ne parliamo con Tullia Penna

Oggi, 11 febbraio, è la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza (trovi dettagli qui).
In tantissimi settori facciamo fatica ad affermarci professionalmente, ma la scienza è ancora uno di quei luoghi dove le donne (pochissime!) sono guardate con sospetto.

Ho fatto due chiacchiere su questo argomento con l’amica Tullia che ha un dottorato in giurisprudenza, e si occupa di divulgazione scientifica sul suo blog Penna Vagante.

1. Hai un dottorato in giurisprudenza, ma ti occupi di divulgazione scientifica e in particolare di bioetica. Raccontaci un po’ come sono collegate queste cose…


Durante i 5 anni nei quali ho studiato Giurisprudenza, ho portato a termine anche un percorso presso una scuola di eccellenza universitaria, il cui tratto distintivo è proprio l’interdisciplinarietà (SSST – Ferdinando Rossi). Ogni anno, oltre ai corsi di diritto, ho così seguito corsi di medicina, neuroscienze, chimica, etc. Alla fine del percorso, presentai una tesi sulla Procreazione medicalmente assistita (PMA), con relatore il prof. Revelli, docente di Biologia della riproduzione umana e fecondazione in vitro.
Da lì la scelta di intraprendere un dottorato in Giurisprudenza che tenesse però conto degli elementi scientifici della PMA.
In sintesi, si è trattato di argomentare sul piano giuridico e filosofico, tenendo però saldi i principi medici e biologici che regolano il campo della riproduzione (spesso assenti nelle trattazioni umanistiche della materia).

2. Hai scritto una tesi di dottorato sulla fecondazione assistita, com’è la situazione al momento in Italia?

Grazie al lavoro di alcuni brillanti giuristi, impegnati nella lotta per i diritti civili (Associazione Luca Coscioni), la l. 40/2004 è stata demolita un pezzo alla volta. Dal 2009 a oggi sono stati aboliti molti irragionevoli divieti: è ora permesso l’accesso per le coppie fertili, ma affette da malattie geneticamente trasmissibili, così come è consentito il ricorso alla diagnosi genetica pre-impianto. Oggi c’à anche la possibilità di non trasferire nell’utero della donna in un unico momento tutti gli embrioni concepiti in vitro (con i gravi rischi che quest’imposizione comportava per la salute).  Dal 2014, inoltre è ritornata a essere legale la procedura nota in Italia come eterologa, cioè con dono di gameti (spermatozoi e ovociti).
Rimane vietata invece la Gestazione per altri, comunemente detta maternità surrogata o utero in affitto, al pari della possibilità di destinare gli embrioni non trasferiti in utero alla ricerca o a coppie che intendano adottarli (come accade in Francia).
Tuttavia, oltre a un problema di regole e di accessibilità pratica ai servizi (la cui regolazione è di competenza regionale), c’è anche un profondo stigma sociale associato all’infertilità.
Uno stigma che fa sentire gli uomini non virili e le donne colpevoli quando il concepimento non riesce ad avvenire naturalmente. Il lavoro di sensibilizzazione deve essere costante se si vuole sperare di migliorare la situazione.


3. L’11 febbraio si celebra la Giornata Mondiale delle donne e ragazze nella scienza. Quale pensi che sia il ruolo delle donne nella scienza oggi?

Premetto di non essere una scienziata in senso stretto, come sono coloro che si occupano di cosiddette scienze dure (biologia, chimica, medicina, etc.), ma sono convinta che il ruolo delle donne nella scienza soffra di una tremenda de-legittimazione.
Gli stereotipi di genere sono duri da sradicare e l’idea che la scienza possa essere di esclusivo dominio maschile miete ancora oggi troppe “vittime”. Nella ricerca in generale le donne devono impegnare un’energia molto più cospicua degli uomini per riuscire a far intendere, prima ancora che affermare, la propria voce. Personalmente, occuparmi di tematiche relative alla fertilità mi costringe a confrontarmi frequentemente con persone che credono che il mio interesse risponda a un’esigenza personale (soffrire di un problema di fertilità) e sia quindi debole sul piano scientifico perché legato a una sofferenza emotiva.
L’ipotesi, poi reale, che alla base vi sia una sana curiosità scientifica, di approfondimento e di condivisione, nonché di impegno sociale, viene scartata perché in quanto donna si presume che un fantomatico istinto di maternità muova il mio pensiero e le emozioni ne compromettano l’oggettività.
Di fatto credo che le donne nella scienza si trovino a dover giustificare la propria presenza, a legittimare quindi il proprio operato non solo in virtù del metodo di ricerca, ma soprattutto del loro genere.

4. Hai anche un blog “Penna Vagante“, come è nato questo interessante progetto editoriale che unisce sapientemente divulgazione scientifica e parità di genere?


È nato dal bisogno di raccontare la mia ricerca di dottorato in una chiave non accademica. Credo occorra lavorare quotidianamente sullo sradicamento degli stereotipi di genere e dello stigma sociale associato all’infertilità.
Una tesi di dottorato può essere preziosa in ambito accademico e professionale, ma nella vita di tutti i giorni occorre dotarsi di parole e nozioni che siano comprensibili anche ai non esperti del settore, se si vuole cambiare la realtà circostante.
Mi piace pensare di poter condividere gli strumenti tecnici (giuridici, filosofici, medici) di cui mi sono dotata con coloro che abbiano a cuore i valori della libertà di ricerca, dell’autodeterminazione individuale e della parità di genere, pur non avendo fatto studi in questi settori. La consapevolezza passa inevitabilmente dalla conoscenza e la scienza, anche giuridica, non deve rimanere ad appannaggio di pochi eruditi se si vuole una società di individui realmente liberi di scegliere.
Le scienziate italiane che ho scelto per accompagnare questo articolo, in ordine:
Margherita Hack
Rita Levi Montalcini
Samantha Cristoforetti
Fabiola Gianotti
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi